Sostieni l'Eremo

L'Eremo di San Vitaliano Associazione Onlus sostiene numerosi progetti.
Anche quest'anno puoi contribuire alle attività culturali e sociali dell'Eremo destinando il 5x1000 nella prossima dichiarazione dei redditi utilizzando il numero di codice fiscale 93044830615.
Il 5x1000 è prelevato dall'imposta che già paghi al fisco. Farlo è facile, non costa nulla e non è alternativo all'otto per mille della Chiesa Cattolica.
 

Orari Apertura

L'Eremo ed il Sacrario alla Memoria sono aperti:

Ogni Domenica e giorni festivi 
dalle ore 10.30 alle ore 13.30

Ogni Sabato
dalle ore 10.30 alle ore 13.30

Tutti gli altri giorni della settimana
sempre su appuntamento con la segreteria

Per le visite guidate e gruppi contattare la segreteria

Gli orari possono subire variazioni in alcuni periodi dell'anno o in occasione di particolari ricorrenze.

 

INFO SEGRETERIA: 333 75 63 955

E-Mail:  info@eremosanvitaliano.it

 

 

Newsletter

Iscritivi alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato.

San Vitaliano

San Vitaliano

(+ 16 luglio 699)

            L'abitudine, perché di questo si tratta, ci porta a considerare i Santi come uomini e donne speciali, scelti da Dio, selezionati oculatamente e dotati di poteri sovrannaturali che li portano a compiere miracoli. Ne consegue, di logica, la nostra profonda devozione per simulacri e leggende; quasi mai rammentiamo che solo il Signore compie miracoli. Ma allora, la santità di queste persone speciali, eccezionali, dove sta? Chi è un Santo, o una Santa? La Santità, quella con la S maiuscola, va ricercata nella correttezza di vita di queste persone, a volte colte, altre volte analfabete e semplici, ma che hanno accettato in pieno la loro condizione, qualunque essa fosse, e l'hanno donata come modello per gli altri, senza mai imporla, piuttosto subendola e vivendola, presentandosi a noi come la 'possibilità' che ognuno di noi ha di vivere secondo la legge del Signore. Sembra cosa da poco, e invece quanto è difficile per molti di noi. Sembra quasi un concetto anacronistico per i nostri tempi, ed ecco, allora, lo sminuire i santi nelle loro leggende la cui origine si perde nella notte dei tempi. Ma i santi si pongono come dei veri rivoluzionari, artefici di quella rivoluzione d'amore che trasforma una società verticalizzante e discriminatoria, quale quella umana, in una struttura orizzontale, che si basa sull'unica legge imposta dal Signore, l' Amore verso i propri simili, verso il prossimo, senza discriminazioni, favoritismi o impedimenti di alcuna sorta.

              Il grande scrittore Italo Calvino definisce come 'classico' ogni testo che, a prescindere dal momento storico in cui è stato scritto, regala al lettore di ogni tempo emozioni; un testo, in pratica, che non ha mai finito di dire quello che ha da dire. La Santità, similmente,  può essere definita come un classico della Fede, poiché i Santi, proprio a causa di questa semplicità quotidiana espressa nelle loro vite, sono in grado di parlare a tutti noi con una lingua estremamente contemporanea e comprensibilissima. Vitaliano  uomo di Dio  e Vescovo non fa eccezione.

             L'episodio centrale nella vita di Vitaliano, uomo noto per la sua mitezza, correttezza, onestà e serietà, accade quando il Vescovo è già avanti negli anni (ne ha 70).  Per screditarlo, alcuni prelati sostituirono, durante la notte, i suoi abiti vescovili e calzari con abiti e calzari femminili, per montare contro di lui un'accusa di immoralità. Il premuroso Vitaliano, nella foga di vestirsi per le preghiere dell'ora della veglia, svolte in ora notturna, non si accorse dello scambio, e quando al mattino i fedeli giunsero per le funzioni, i suoi nemici poterono schernirlo e mortificarlo, accusandolo di andare a prostitute durante la notte e poi predicare la castità di giorno. Vitaliano fu preso dallo sgomento e dallo sconforto, e scoppiò in lacrime. Ma il Signore illuminò la sua mente e il Vescovo offeso, in un esempio di rara scaltrezza e intelligenza, capovolse l' umiliazione uscendone a testa alta. Riconoscendosi peccatore, Vitaliano ammise di non essere il vescovo adatto  per quelle persone e decise di lasciare il suo ufficio ad un altro 'secondo la vostra moralità'[1]. In pratica, Vitaliano sta dicendo loro che non si meritano un uomo di Dio a guidarli, che come Cristo anche lui porta sulle sue spalle il peso della condanna di iniquità commesse da altri e le accetta, per ripetere il Calvario di Cristo, così che  mostrando loro la sua sottomissione e accettazione di espiazione dei loro peccati, li rende consapevoli dei loro errori. Vitaliano, facendosi peccatore pur essendo innocente, rende evidente il peccato degli altri, in un gesto di grande amore verso il suo prossimo, un gesto che ripercorre la via del Vangelo per viverlo in pratica. Ecco la Santità.

              Vitaliano è dispiaciuto per la sorte dei poveri di spirito, condotti a peccare dal male presente in alcuni manipolatori. Prima di lasciare la chiesa, però, Vitaliano profeticamente ammonisce quelle persone: “ A causa del mio peccato [che non esiste, n.d.a.] molte sventure si abbattono su di voi.”[2]   ed esce a testa alta dalla chiesa e si avvia verso Roma[3]. I suoi nemici, timorosi di un suo resoconto dell'accaduto al Papa, lo aggrediscono, lo chiudono in un sacco di pelle e lo gettano in mare. Ma il sacco non affonda e Vitaliano viene ripescato dopo pochi giorni nei pressi del porto di Ostia. Raggiunge Roma e continua la sua missione. Nei sei mesi della sua permanenza a Roma, Capua soffrì una terribile siccità, seguita da pestilenza e carestia. Il popolo capì che era il prezzo del sacrilegio commesso verso l'uomo di Dio. Vitaliano fu richiamato a Capua e tutto tornò alla normalità. Vitaliano perdonò tutti e i cittadini lo pregarono di ritornare nuovamente ad essere il loro vescovo, ma Vitaliano rifiutò, non perché era offeso, ma perché non si sentiva più degno di poter portare quell'abito che era un ministero.

             Se l'uomo tende ad abbassare tutto al suo livello, Vitaliano cerca di innalzare l'essere umano fino a Dio. Qui c'è la chiave di lettura del messaggio che Vitaliano manda a noi, viandanti del XXI secolo:  L'abito che Vitaliano non si sente più degno di portare è un abito morale, che riveste la dignità di ogni essere umano, e non può essere né sporcato né offeso.  Questo abito fa di noi quello che siamo agli occhi del Signore: un padre, una madre, un ammalato, uno studente, un povero, un ricco, un soldato, un importante uomo d'affari o un semplice contadino, e via dicendo. Il rispetto di questo abito , il suo rimanere immacolato e integro, fa di noi esseri rispettabili e credibili, affidabili. Ogni lordura di questo abito è una diminuzione del nostro valore sociale e umano, il rispetto che ci è dovuto in quanto esseri umani non esiste più e viene decretata la nostra morte sociale: in pratica non esistiamo più. Guardiamoci intorno e vedremo quante creature di Dio non esistono ai nostri occhi e secondo le nostre leggi perché i loro abiti sono a brandelli e lordi.

             L'abito di Vitaliano fu deriso per deridere lui, per sminuirlo[4]. Quando esso gli fu nuovamente offerto, Vitaliano rifiutò di rivestirlo, per farci capire che non possiamo impunemente giocare con la dignità delle persone, non possiamo svestirle e rivestirle come ci pare e piace. La dignità appartiene ad ogni essere umano ed è un valore innato, datoci dall'essere stai creati a immagine e somiglianza di Dio, distruggerla è un sopruso che punisce chi lo compie, piuttosto che mortificare chi ne è vittima.   

 

[1]  Istituto di Scienze Religiose S. “Pietro”, San Vitaliano Vescovo di Capua, Ritratto di un Presule dell'antica Terra di Lavoro, a cura di Antonio Tubiello, maggio 2005, p.4

[2]ibidem

[3]Sembra quasi di sentire le parole di Cristo mentre sale al Calvario: << Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli....>> Luca 23,28-32.

[4]Ancora una volta Vitaliano rivive su di sé il Vangelo: Gesù fu spogliato dei suoi abiti e rivestito di un manto regale,a Vitaliano saranno sostituiti i propri abiti con altri femminili: a Gesù si imputava, attraverso gli abiti regali, la sua presunta volontà di un potere regio terreno; a Vitaliano si imputava il sospetto della fornicazione e della debolezza della carne, peccato particolarmente grave per un prelato.

Read 1244 times
More in this category: « San Patrizio