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Commemorati i caduti Randino e Valente. Alla fine della messa un urlo di vittorioso: “Folgore!”

Ieri, domenica 29 aprile, a Casola, presso il sacrario alla memoria dei caduti in missione di pace, si è svolta la commemorazione di Massimiliano Randino e Roberto Valente. La proiezione di foto, le parole dei convenuti e la presenza dei familiari, hanno reso vivo il ricordo di due soldati caduti nell’adempimento del loro dovere in terra straniera e per opere di bene.

Questo giornale già scrisse del militare Randino, delle belle parole che il fratello volle rivolgergli, dei racconti di una vita vissuta ma soltanto per poco. Lui ha lasciato parenti e amici, Roberto Valente, invece, con la morte ha lasciato una persona molto più importante, il piccolo Simone, suo figlio, anch’egli intervenuto al termine della celebrazione.

Non poteva mancare una celebrazione religiosa per rendere ancora più solenni quei momenti di memoria, perciò don Valentino Picazio alle 12:00, come di consueto, ha celebrato la Santa Messa all’interno dell’Eremo di San Vitaliano, alla presenza delle più importanti autorità militari della Regione, il Sindaco di Caserta Carlo Marino e l’Assessore Giovanni Del Vecchio, in rappresentanza del sindaco di Cava dei Tirreni.

Ad animare la celebrazione eucaristica, la Corale salesiana “Le voci di Don Bosco” (Direttrice: Soprano Mariagrazia De Luca. Chitarre: Francesco De Luca e Francesco Clardi. Cantori: Rosa Casella, Rosalba Barletta, Giovanni Galleria, Stefania Fecola, Pasquale De Felice, Carmela D’Ambrosio, Nicola Marino).

Alla fine della Messa il Presidente della sezione di Caserta dell’Ass. Naz. Paracadutisti d’Italia ha dato lettura del messaggio di solidarietà del Presidente Nazionale dell’A.N.P.d’I.. “Non posso, purtroppo, partecipare – ha detto il Gen.C.A. Marco Bertolini, Pres. Naz. A.N.P.d’I. – alla cerimonia presso il Sacrario di Caserta. Mi scuso se ricorrerò ad un messaggio stringato per farvi giungere il saluto mio e di tutta l’Ass. Nazionale Paracadutisti in questa meritoria commemorazione. Nel settembre del 2009, presso il Comando di ISAF a Kabul, – dice il Presidente riferendosi ad uno dei teatri di guerra più sconvolgenti per la sua memoria –  udii un tonfo sordo che sulle prime confusi con il rumore di una porta che si chiudeva. Era invece, come mi confermò il Colonnello Zizzo, una IDE (una bomba artigianale) che aveva colpito un nostro convoglio al ritorno dall’aeroporto, uccidendo sei paracadutisti (il tenente Antonio Fortunato, 35 anni; il primo caporal maggiore Matteo Mureddu, 26 anni; il primo caporal maggiore Davide Ricchiuto, 26 anni; il primo caporal maggiore Gian Domenico Pistonami, 26 anni; il sergente maggiore Roberto Valente, 37 anni; il primo caporal maggiore Massimiliano Randino). Di questi – ha detto il generale riferendosi hai due citati e commemorati stesso ieri – Valente e Randino erano del mio staff. Appena avuta la notizia mandai il capo della mia scorta a verificare di cosa si trattasse: era il Tenente Romani, che esattamente un anno dopo nella stessa giornata, cadeva nei pressi di Farah durante un’azione contro un gruppo di talebani. Questo – ha continuato il presidente nel suo messaggio – giusto per sottolineare con quale partecipazione personale vivo queste ricorrenze. È giusto quindi commemorare – ha concluso il presidente Bertolini –  i caduti di questi ultimi decenni, ragazzi che ricordiamo con nostalgia e che ancora lasciano vuoti incolmabili nelle loro famiglie.”

Al termine della lettura del messaggio pervenuto dal generale Bertolini, tra la commozione del pubblico e della moglie di Roberto Valente, Stefania Giannattasio e del fratello di Massimiliano Randino, un sussulto vittorioso si è udito tra le mura dell’Eremo, era il loro: “Folgore!”, grido di coraggio, che spinge ogni singolo Parà ad andare avanti senza “piangersi addosso”, consapevole di versare il proprio sangue per la patria e con onore, così come recita la preghiera del paracadutista, letta da Simone Valente alla fine della Santa Messa.

“Per Massimiliano Randino – ha detto Giovanni Del Vecchio, assessore alla polizia municipale e all’urbanistica – abbiamo dedicato una strada provinciale che percorre Nocera Superiore (SA). Questo il nostro gesto di comunità per far sentire alla famiglia Randino la nostra vicinanza”.

 

Articolo di Alessandro Fedele dal sito BelvedereNews.net
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